Cuckquean: il cuckold al femminile, cosa significa
Del cuckolding maschile si parla ormai ovunque. Della sua versione femminile quasi mai, come se una donna non potesse provare lo stesso tipo di eccitazione nel vedere il proprio uomo con un’altra. Eppure quella figura esiste, ha un nome, e una storia psicologica per certi versi più interessante di quella maschile: si chiama cuckquean.
È il rovescio speculare del cuckold: qui è la donna a restare a guardare, e a trarne piacere. Ma non aspettatevi una semplice immagine ribaltata, perché i motori psicologici che muovono una cuckquean sono spesso diversi, e vale la pena capirli senza i luoghi comuni che accompagnano quasi sempre questo tema.
Cosa significa cuckquean
Una cuckquean è una donna che prova piacere ed eccitazione nel vedere, o nel sapere, il proprio partner impegnato sessualmente con un’altra donna, il tutto con il suo pieno consenso. È, in una parola, il cuckold al femminile, detto anche reverse cuckold.
La parola arriva dall’inglese antico e vale la pena smontarla, perché racconta molto. Alla radice “cuck” (la stessa di cuckoo, il cuculo che depone le uova nel nido altrui, da cui viene anche “cuckold”) si unisce “cwene”, che in inglese antico significa regina. Letteralmente, quindi, qualcosa come “la regina cornuta”. Un dettaglio linguistico che, per una volta, mette la donna al centro del termine invece che ai margini.
Il punto fermo, come in tutte queste dinamiche, resta il consenso. Una cuckquean non è una donna tradita: è una donna che sceglie questa situazione e ne ricava piacere. La differenza tra le due cose è tutta lì, e cambia ogni cosa.
La differenza con il cuckold maschile
Verrebbe da pensare che la cuckquean sia semplicemente il cuckold con i sessi invertiti. In parte è così, ma la psicologia che c’è sotto tende a essere diversa, ed è qui che il tema diventa davvero interessante.
Nel cuckolding maschile, la componente di umiliazione e sottomissione è spesso il cuore del piacere: più l’uomo si sente “messo da parte”, più si eccita. Nella cuckquean questo meccanismo funziona meno spesso. Molte donne che vivono questa dinamica non cercano l’umiliazione, ma qualcosa di diverso: la prova della propria sicurezza, il piacere di controllare una situazione che tradizionalmente dovrebbe ferirle, a volte persino una forma di dominio su tutto il gioco.
C’è poi una fetta di cuckquean per cui conta l’elemento voyeuristico puro, il piacere di guardare, e un’altra per cui pesa la compersione: gioire del piacere della persona amata, anche quando a darlo è qualcun altro. Insomma, sotto lo stesso termine convivono motivazioni molto diverse, e ridurle tutte a “una donna che ama essere umiliata” è il primo errore da evitare. Lo stesso vale per la controparte maschile, di cui parliamo nell’articolo sulla psicologia del cuckolding nell’uomo.
Perché una donna lo desidera
Le ragioni cambiano da persona a persona, ma alcune tornano spesso nei racconti di chi vive questa dinamica.
Per alcune c’è il fascino della trasgressione: fare l’esatto contrario di ciò che la società si aspetta da una donna, cioè gelosia e possesso, diventa una forma di libertà. Per altre pesa la curiosità e il voyeurismo, il desiderio di osservare il partner in una veste che normalmente non vedrebbero. Altre ancora raccontano di una sfida personale, il volersi mettere alla prova, scoprire di essere abbastanza sicure di sé da reggere una scena che le atterrirebbe soltanto a immaginarla.
E c’è, come accennato, chi prova compersione pura: il piacere del compagno diventa il proprio. È lo stesso sentimento che muove molte persone nelle relazioni aperte e poliamorose, declinato qui in chiave più specificamente erotica.
Un dato interessante: le fonti concordano nel dire che la cuckquean è meno diffusa, o forse solo meno raccontata, del cuckold maschile. Probabilmente perché la sessualità femminile “attiva” e fuori dagli schemi fa ancora più fatica a essere ammessa apertamente. Il che rende questa figura, se possibile, ancora più interessante da capire.
Come funziona nella coppia
Sul piano pratico, la dinamica ricalca quella del cuckolding, con i ruoli invertiti. La cuckquean assiste, o sa, mentre il partner ha un rapporto con un’altra donna, spesso definita nel gergo “sweet” o semplicemente l’altra. La donna esterna alla coppia è l’equivalente femminile del bull.
Le modalità sono le stesse di ogni gioco di coppia costruito con la testa: si parte dalla fantasia raccontata a letto, si definiscono regole e confini prima e non durante, si procede per gradi. Chi tiene le fila della situazione, a dispetto delle apparenze, è quasi sempre la cuckquean stessa: è lei a stabilire cosa è permesso e cosa no. Se il tema vi incuriosisce ma vi sembra difficile anche solo nominarlo, uno strumento come Dark Room, il nostro gioco di coppia, aiuta a far emergere questo tipo di desideri senza doverli dire per primi ad alta voce.
Resta il nodo di sempre, la gelosia. Anche una donna convinta di volerlo può scoprire, nel momento reale, di provare qualcosa di diverso da ciò che aveva immaginato. Non è un divieto, è un segnale da ascoltare: se ne parla, si rallenta, si aggiusta il tiro. Abbiamo raccolto qualche strumento utile nell’articolo sulla gelosia nelle coppie aperte.
Una figura più antica di quanto sembri
Come per il cuckolding, sarebbe un errore pensare alla cuckquean come a un’invenzione dei forum online. Il desiderio femminile che sfida il possesso e la gelosia attraversa la storia della letteratura erotica, anche se spesso in filigrana.
Il tema della donna che osserva, sceglie e orchestra il desiderio, invece di subirlo, percorre buona parte della letteratura libertina e di quella che abbiamo raccontato altrove, dalla sensualità raffinata della letteratura erotica giapponese fino alle protagoniste femminili dei romanzi settecenteschi. Riconoscere questa continuità aiuta a togliere alla cuckquean l’etichetta di stranezza da internet e a restituirle il suo posto: una delle molte forme, antiche, del desiderio femminile.
Domande frequenti
Cosa significa cuckquean?
Indica una donna che prova piacere nel vedere o sapere il proprio partner impegnato sessualmente con un’altra donna, con il suo consenso. È la controparte femminile del cuckold, per questo viene chiamata anche reverse cuckold. Non si tratta di tradimento, perché tutto avviene in accordo con lei.
Qual è la differenza tra cuckquean e cuckold?
Il cuckold è l’uomo che gode nel vedere la partner con un altro; la cuckquean è la donna che gode nel vedere il partner con un’altra. Oltre all’inversione dei sessi cambia spesso la psicologia: nel cuckold pesa di più l’umiliazione, nella cuckquean prevalgono la sicurezza di sé, il voyeurismo o la compersione.
La cuckquean è una pratica rara?
È considerata meno diffusa, o quantomeno meno raccontata, del cuckolding maschile. Molti ritengono che la differenza dipenda più dal tabù sulla sessualità femminile attiva che da una reale rarità: se ne parla meno, ma esiste eccome.
Chi comanda davvero in questa dinamica?
Quasi sempre la cuckquean stessa. Anche se all’apparenza sembra la parte “passiva” che guarda, è lei a stabilire le regole, i limiti e le modalità del gioco. Il controllo della situazione resta nelle sue mani, un aspetto che smentisce l’idea della donna semplicemente sottomessa.
Sara Benedetti scrive di coppia e intimità per La Stanza Rossa. Empatica ma concreta: i problemi delle relazioni lunghe raccontati senza retorica e senza ricette miracolose.